lunedì 5 novembre 2012

Piccolo manuale della ciccia che ti fa diventare famosa


Oh, finalmente Infetta ammette di essere cicciona, ma non in modo cool.

Il caso di cui parlo oggi potrebbe essere descritto così: ragazza cicciona posta foto in bikini scrivendo "Qusto è il mio corpo. Non tuo. MIO." La foto fa il giro del web, ben 2 milioni di visualizzazioni, ed è subito odissea.
La ragazza in questione è la diciottenne americana Stella Rose, mente del tumblr The Body Love Blog un blog dove la giovane racconta del bullismo ricevuto al campo estivo, durante il liceo e di quanto ora quel passato sia lontano. Potrebbe essere il solito caso di ragazza in carne che si mostra fiera di esserlo (fino alla prossima dieta, vero Crystal Renn?), se non fosse che c'è un però: la sua foto in bikini non ha solo ricevuto complimenti ma anche tante offese, pensieri racchiusi nello stesso post di Stella che esordisce con un onesto "Questa foto potrebbe considerarsi oscena dato che non sono magra, perché si sa: solo i magri possono fare foto alle loro pancia piatta e autocelebrarsi". Solo le persone magre posso autocelebrarsi ed essere celebrate dai media, eppure, ultimamente sembra proprio che sia la guerra curvy ad occupare un vivo interesse mediatico. Partiamo proprio dalla giovane Stella, una che sul blog pubblica racconti sulla propria dolescenza intitolando il post «Fat girl dancing» dove frasi come "Io non potevo essere una bambina come le altre" o "…quella sera stavo per esplodere, non perché fossi felice o circondata dai miei amici, ma per la preoccupazione di essere troppo grossa" mi suonano familiari. Si sa, se l'ironia è il tuo sport, probabilmente non ne fai altri. Facciamoci coraggio: non si dimenticano con facilità i nomignoli, le prese in giro e la paura del contatto con gli altri. Io ho ventritre anni e non ho ancora quella sicurezza che ha Stella nel dire "Hey questa è la mia pancia e sono bellissima!" e la invidio molto per questo, come invidio milioni di ragazze in pace con se stesse che pubblicano foto su siti come Curve Appeal. Ma facciamo un viaggio nel fantastico mondo della rivendicazione della cellulite, difatti, questa diciottenne che sogna di diventare cantante lirica non è la sola a mostrarsi in intimo per rivendicare il diritto di indossare un bikini, magari -tenetevi forte- anche davanti a tutti. Ci aveva già pensato Tyra Banks quando nel 2008, paparazzata durante una brutta uscita dall'acqua (perché ricordiamocelo, Ariel la Sirenetta non avrà avuto le gambe ma sapeva uscire dall'acqua con classe, la stronza.) ha deciso di ri-indossare quello stesso costume in diretta tv, guardare dritto nella telecamera e confezionare il più grande tormentone televisivo che una ragazza in carne potrà mai utilizzare: Kiss my fat ass! 
Certo, per Tyra è stato un po' diverso: innanzitutto non si tratta di una ragazza in sovrappeso ma di una degli storici angeli di Victoria's Secret. Ora, una top model non si aspetterebbe mai di ricevere delle critiche, e questa top model avrebbe potuto rispondere  più o meno così: "Ciccio, sono stata la prima modella afro-americana a conquistarsi la copertina di Sports Illustrated!". Ma, se scendi dalla passerella per diventare la voce di tutte le donne americane, be' questo non lo puoi dire, ecco perché ci piace che Tyra-super fisicata-Baks si presenti in costume al suo show e dica cose come "Ok, ho la pancia, ok sono cicciona!". Tyra non è solo una dei volti più pagati delle televisione americana, è una top model che ha deciso di passare dal lato oscuro: il nostro. Ancora meglio, quella dell'americana di ogni razza che applaude alzandosi in piedi ai suoi show. Tyra Banks è una celebrità che è passata in pochi anni dall'essere il volto (e il corpo) del desiderabile al ruolo di black panther della bellezza acqua e sapone, reale. L'ultimo esempio di celebrity che risponde all'accusa di essere ingrassata mostrando chiappe e pancia è quello di Lady Gaga che, meno di un mese fa, ha postato sul suo sito foto in un ridotto intimo giallo. Se vi è uscito un WOW per una cosa del genere, allora forse non avete mai compreso a pieno il personaggio di Lady Gaga, riassumibile in: se sbaglio forse lo sto facendo apposta/sono l'unica per cui reali difetti e chirurgia plastica passeggiano a braccetto nell'approvazione del pubblico. Ci sarà un perché se i suoi fan si chiamano Little Monsters e non Principesse Fatate, no?

Per ogni star che fa di tutto per mostrarsi naturale c'è ne sempre una che fa di tutto per non esserlo. Prendiamo il caso del lato B più redditizio degli ultimi anni, quello di Kim Kardashian (sorry J.Lo). Messa di profilo, la più famosa delle Kardashian ricorda la sinuosa Panton Chair prodotta da Vitra negli anni Sessanta, ma ha delle cosce degne delle minigonne che porta. Per provare al mondo che la sua principale fonte di guadagno è tutta roba naturale, Kim ha sottoposto il suo sederone ai raggi X. Ora, se state ridacchiando al pensiero di una donna che si fa trapiantare protesi alle natiche, smettetela subito perché non solo esiste, ma la conoscete pure: Nicki Minaj. Nella creazione del suo personaggio di super donna bionica dell'hip hop (abiti esagerati, femminilità da drag queen, parrucconi di plastica e parlantina gangsta), Nicki ha ben deciso di essere unica e più vicina alle donne afroamericane, facendosi impiantare silicone nel sedere e nel seno. Una volta una mia amica esordì con "Di cosa ti lamenti, non hai nulla da invidiare a Nicki Minaj". Quello che doveva essere un complimento (uuu assomigli a una star!) per me, che conosco la storia delle protesi della Minaj si è trasformato in questo: invidio una donna che, per diventare una popstar  si è voluta trasformare in me, però una versione meglio. E più tardi in questo ultimo pensiero: perché il sederone è un impedimento solo per le persone normali? Tutto questo mi ricorda la puntata di 30 Rock dove una Jenna Maroney ingrassata, riceve questo consiglio del sommo Jack Donaghy: "O ingrassi 15 kg o ne perdi 10." È proprio così, nel mondo dell'entertaiment le vie di mezzo non si meritano margine di notizia.

Per giungere alla conclusione, è proprio questo che non funziona in questa (passatemi il termine) lotta curvy: non c'è realtà. Stella Rose ha tutta la mia stima, anche io vorrei pubblicare mie foto in bikini senza prima aggiungere i filtri di Instagram, ma non mi rappresenta. Così come non mi rappresentano Beth Ditto e le blogger curvy che portano la 50. Vi rispetto, siete bellissime, ma io non sono così. In questa nuova rinascita della focosa donna formosa si passa da un estremo all'altro: la scelta è tra definire curvy la fisicità possente di Beth Ditto o quella di Laetitia Casta, una top model venduta per anni come modello di donna formosa. La Casta è una magra con il seno, punto. In questa lotta mediatica a chi ha il filo di cellulite più credibile, si sta vendendo il sensazionale, l'eccessivo in risposta ad un eccessiva magrezza, ma io che sono una taglia 44 dove sono? È possibile che la mediocrità della mia taglia (una taglia 50 vale come una 34, il resto non ci fa discutere) non sarà mai un modello per le donne con la mia stessa taglia?

Per ora, alla domanda "Chi sono io?" mi toccherà rispondere così: non sono Kim Kardashian, ma di certo sono una che si comprerebbe i jeans della Kardashian Kollection fatti per ragazze come me (ha-ha!). O per usare un modello ancora più iconico: non sono Beyoncè, ma di certo sono la protagonista di Bootylicious.

2 commenti:

  1. Quando andavo alle medie mi chiamavano "Orso bruno" . Dico sempre che una persona comincia a stare male con il suo corpo solo quando gli altri glielo fanno notare.

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  2. La penso esattamente allo stesso modo. Noto però che recentemente Hollywood si presta piú attenzione alle donne formose nel vero senso del termine, non sovrappeso ma nemmeno filiformi. Piú "umane".

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