lunedì 13 maggio 2013

Motivi per cui non andrò a sentire Azealia Banks

Azealia Banks è sbarcata a Milano, lo dice Twitter.
Dopo un primo live per Roberto Cavalli, tenutosi la scorsa fashion week estiva, finalmente stasera la sirenetta del rap si esibirà all'Alcatraz di Milano. Finalmente, perché sono tipo tre anni che Azealia Banks è considerata the next big thing e ancora non ha cacciato fuori L'Album. Oddio, non che ci abbia tenuti mai a secco eh: c'è stato un periodo in cui usciva un video nuovo a settimana, poi il mixtape Fantasea, collaborazioni, servizi fotografici etc etc... Il 2012 è stato l'anno della dominazione di Azealia, però diciamocelo, quanto siamo lontani da quella prima Azealia con treccine e maglione di Micky Mouse che ci ha fatto sballottare la testa? Mentre affrontate la domanda con lo stesso pathos di una qualsiasi striscia pomeridiana di Amici, ecco i validissimi motivi per cui non andrò al suo concerto:

No Bey no party
Non andrò a vedere Beyoncé, quindi non merito assolutamente di vedere una che dice di essersi ispirata a lei. Come non merito di vedere Solange, ma che ci posso fare se saremo insieme al Primavera a Barcelona? Più in generale, non merito di vivere.

Figli di Tumblr
Ormai Azealia è un prodotto Tumblr bello che finito, consapevole che non potrà mai più indossare nulla che non sia stato ribloggato da almeno diecimila dei cool kids del settore, meglio se da Willow Smith (la vera next big thing, i produttori stanno solo aspettando che le crescano un po' di tette). Bidimensionale anche nella musica, ci si è svegliati una mattina dove le scartoffie da -finto rave incontra i migliori sabati del Number One- hanno preso il sopravvento sulla precedente gradevolissima produzione: pensiamo a «Liquorice», quel bel miscuglio di beat generato dal pezzo «Pineapple Crush» Dj Lone e dalle lyrics volgari e scivolosissime di Azealia. Non dico che volessimo l'ennesima nuova Eve, ma nemmeno la studentessa dello IED in cerca di attenzioni.

Banane in pigiama feat Sea Punk Gang
Vogliamo parlare degli ultimi video? Gif animate, trompe l'oeil corporei e sfondi degni di Photo Booth. Se mi piacessero queste cose allora non cestinerei la newsletter del Rocket ogni lunedì mattina.

IO NON CI STO
Tra le foto porno su Instagram e i video musicali sempre più digital, inizio a chiedermi se Azealia esista davvero. Avete presente quell'orrendo film chiamato «SimOne»? Parla di un regista, interpretato da Al Pacino, che stanco delle attricette di Hollywood decide di creare al computer la propria grande musa, tale SimOne appunto. Nessuno sa chi è, nessuno l'ha mai vista dal vivo, eppure SimOne vince premi su premi, fino a quando Al Pacino decide di distruggere il suo stesso mostro. In questo momento della sua carriera Azealia si trova esattamente a un livello di raffinatezza artistica alla SimOne. Ecco, a questo gioco io non ci sto.

1991
Sono del 1989 e non sono MAI solo due anni di differenza. Quindi no, non accetto questa insubordinazione generazionale.

Gnocca, non ci casco più
Nonostante quelle unghie da orchetto della terra di Mordor, Azealia Banks è gnocchissima. Era gnocca con due treccine, era gnocca con i capelli color melanzana ed è gnocca sempre. Quindi è chiaro che non sto parlando di un'ipotetica lotta tra me e lei: io so distinguere il bene dal male, il reale dal fantasioso, una vera gnocca dal mio specchio inclinato allungante. Quando parlo di gnocca parlo ovviamente della folla ai concerti. Ora, so che la rubrica Infetta da sola ai concerti: le recensioni dovrebbe avere un futuro in qualche bel magazine di musica, ma dopo l'avventura con le etiopi al concerto di Kendrick Lamar, non voglio più trovarmi da sola a piangere in Panda. Sì, certo: si va per la musica, tu sei una ragazza che è bella dentro, agli uomini piasce a sciscia etc etc... Ma la realtà è che siamo tutte brave a fare Beyoncé in camera, davanti al già sopracitato specchio allungante, ma è ai concerti che inizi a pagare, con il sudore. Questo è anche uno di quei superficiali ma molto reali motivi per cui non sono andata a vedere il concerto/after party di Major Lazer: le etiopi con il culo alto come una mensola che si scatenano pazze e sudate come a una lezione advance di zumba.

3 commenti:

  1. Concordo, soprattutto per il motivo generazionale.
    Però io ci vado e speravo ci fossi anche tu per conoscerti, mannàggia!

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    1. Ma nuooooo! Quanto rimani?
      Comunque in verità io penso che Azealia sia moooolto brava eh, però sono abbastanza certa che non mi troverei davanti il live che vorrei vedere. Poi, ripeto, sto cercando di punirmi per Beyo.

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    2. Credo di ripartire già martedì tardo pomeriggio.
      Ahaha è una dura punizione, ma è giusta :)

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